Agnes Varda

Perchè i documentari? Perchè sprecare il tempo proprio in questo modo, anziché, per esempio, cercando il polo sud su google earth, o tentare di fabbricare cocacola artigianale? La risposta è: Agnes Varda.

Questa prodigiosa artista francese, attraverso il documentario, raggiunge qualsiasi concetto raggiungibile. Attraversa ogni paesaggio mentale possibile, e non disdegna di crearne di nuovi, di riplasmarli dall’anonimato di una semplice quotidianità.

L’ho scoperta nel suo documentario più famoso. Non ricordo di cosa parlasse. Anzi, sì: parlava di tutto. Del campo di patate dietro casa sua, dei clochards francesi che per legge hanno diritto ai rifiuti, delle sue mani, del giappone, della vecchiaia, della gioventù, di un aereo. E tutto senza perdersi mai, proprio perchè Agnes Varda decide di perdersi in continuazione, filma inseguendo il corso dei suoi pensieri, cerca, per quanto possibile, di liberare il linguaggio dalle catene di un linguaggio. Il suo cinema è il riflesso indelebile di una coincidenza astrale perfetta, Parigi e gli anni 50, Alain Resnais, Jean-Luc Godard, e tutto quel che sono stati quegli anni.

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