Ai tempi dell’inquisizione (italiano)

Voce narrante: Voglio raccontarvi una storia vecchia, ma proprio vecchia, quando d’inverno, per scaldarsi sulle piazze bruciavano quelli che definivano eretici.

Voce fuori campo: Non parlare di religione!

Voce narrante: Siamo nel Medio Evo e ci sono tante cose belle: hanno costruito delle bellissime cattedrali, con affreschi e sculture che sono una meraviglia. Ma c’era tanta corruzione, non come adesso; a quell’epoca i potenti facevano tutto quello che volevano e pretendevano anche di aver ragione, non come adesso. Vescovi, papi e cardinali erano straricchi e non ne avevano mai abbastanza, non come adesso.

Voce fuori campo: Lascia stare, non parlare di religione!

Voce narrante: Quelli che provavano a dire che non era giusto venivano bruciati. Vedi che un progresso c’è stato, adesso almeno la gente non viene più bruciata.

Voce fuori campo: Lascia stare, lo dico per il tuo bene: non parlare di religione. Vengono a prenderti.

Voce narrante: Dici bene, all’epoca, nel Medio Evo, se dicevi qualcosa che non andava bene, Ecco, ti prendevano subito e Addio. Per te non c’era più nessuna possibilità di salvarti dal fuoco! E’ successo ad Angelica. Ed è proprio la storia che volevo raccontarvi. Un giorno sono venuti a prenderla e l’hanno portata davanti a due frati, detti domenicani, ma Angelica non sapeva neanche chi fossero i domenicani.

Domenicano 1: Orbene, ecco gli strumenti che andremo a utilizzare, la bilancia per soppesare l’anima di questa donna ed è infatti a noi inquisitori che spetta questo compito. Ed infine la spada della giustizia. Non si sporcheranno di sangue gli uomini devoti al Signore. Noi giudicheremo l’anima, ma spetterà al potere secolare eseguire la sentenza.

Domenicano 2: Dichiarate il vostro nome

Angelica : Angelica

Domenicano 1: Vi hanno condotta qui e mi hanno già riferito molte, troppe cose al vostro riguardo. Voi sapete qual è la mia funzione, vero? Quindi ora ditemi, secondo voi, perché vi hanno condotta qui?

Angelica: Non so, io sono una contadina.

Domenicano 1: Dici bene, è proprio fra voi contadini e artigiani che si diffondono pericolose eresie. Noi uomini colti e votati a Dio ne siamo immuni. Scrivi fra Gustavo, la donna inquisita riconosce che fra le persone del suo basso livello si diffondono gli eretici: pro maxima parte illiterati et ydiotae.

Angelica: Mi scusi ma cosa scrivete che avrei detto?

Domenicano 2: Silenzio ignorante! Fra Ildebrando sa bene cosa è meglio per te, per aiutarti a venire fuori dall’enorme guaio in cui ti trovi.

Angelica: Ma non mi avete ancora spiegato perché mi avete fatto portare qui.

Domenicano 1: adhuc fingis non scire … ignorare … quod impudentia!

Angelica: Mi perdoni Reverendo, ma sa, già fatico a capire l’italiano, figuriamoci il latino.

Domenicano 1: Scrivi fra Gustavo, la donna inquisita nominata Angelica sostiene che il latino non si capisce e che le sacre Scritture devono essere scritte nella lingua volgare parlata dal popolo: vulgari translati esse sacrae literae.

Angelica: In due parole ho detto tutta quella lunga frase?

Domenicano 2: Silenzio villica! Fra Ildebrando sa.

Domenicano 1: Non negherai certo di aver partecipato a riunioni con pericolosi eretici in cui ti hanno prima confuso la mente dalla retta via e poi infuso dottrine sbagliate: dogmata perniciosa et noxia?

Angelica: Non so di quali riunioni parlate.

Domenicano 1: Scrivi fra Gustavo, la donna inquisita riconosce di aver partecipato a numerose riunioni con pericolosi eretici valdesi, in particolare con un loro “barba”, che si aggira per queste valli a seminare graves errores de correcta doctrina.

Angelica: Ma Reverendi Padri io non ho mai detto una cosa simile!

Domenicano 2: Silenzio donna! O vuoi confermare la tua deposizione con la tortura?

Domenicano 1: tormentis adduxit lux.

Angelica: Non so … Non capisco …

Domenicano 1: Ci hanno riferito che fai strane pratiche magiche.

Angelica: Vi hanno detto sbagliato di sicuro!

Domenicano 1: Sappiamo che tu credi che la luna abbia strane influenze sulla natura!

Angelica: Alla luna bisogna crederci per forza. Provate a tagliare nella luna nuova un pino, ve lo mangiano i vermi, una tina bisogna lavarla quando la luna è giovane, anche per innestare, se non si fa nei primi giorni della luna gli innesti non attecchiscono.

Domenicano 1: Scrivi, scrivi fra Gustavo, la donna accusata di eresia ammette di credere in pratiche magiche e in superstizioni pagane.

Angelica: Superstizione è fare del male alla gente, se uno usa la luna per rubare ai contadini e tenerli nell’ignoranza certo che sbaglia. Ma se la luna serve per svolgere il lavoro a regola d’arte perché non crederle?

Domenicano 1: Scrivi, scrivi fra Gustavo, la contadina Angelica, sicuramente prossima all’eresia, crede nella magia, critica il legittimo potere del clero e mantiene perverse pratiche con il demonio.

Angelica: Ma non l’ho neanche nominato il diavolo.

Domenicano 2: Taci! Sotto tortura confermerai questo e altro, vedrai.

Domenicano 1: Suvvìa, sappiamo che appartieni a una famiglia povera e bisognosa, per venirti incontro la nostra paterna autorità è disposta a prendere in considerazione una qualche forma di moderata comprensione se accetterai di confessare tutti i tuoi peccati e di fare i nomi di coloro che sono caduti come te vittime della pervicace eresia!

Angelica: Ma io non ho niente da confessare! Perché devo confessarmi?

Domenicano 1: Scrivi, scrivi fra Gustavo: la donna di nome Angelica, eretica, non crede nel sacramento della confessione! E dimmi un po’, contadina, cosa pensi della necessità per la Chiesa di essere ricca e magnifica al fine di poter propagare e diffondere la retta fede “per terram et maria”?

Angelica: Ma perché la Chiesa deve essere ricca? Gesù ha insegnato che è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago piuttosto che un ricco entri nel Regno dei Cieli.

Domenicano 1: E qui ti volevo! Come fai a conoscere questo passo del Vangelo? Sai leggere? Conosci il latino?

Angelica: Io no! Né leggere! Né latino!

Domenicano 1: Scrivi, scrivi fra Gustavo, l’eretica Angelica ammette, riconosce e confessa di essere stata istruita nell’abominevole dottrina ereticale e di conoscere quindi le Sacre Scritture sulla base di traduzioni in lingua volgare lette e commentate da magistri hereticorum. Vedi fra Gustavo come si conduce un interrogatorio? Alla fine l’abbiamo fatta cadere e ammettere, sine ulla dubitatione, di essere un’eretica. Basta avere pazienza e saper tessere la santa tela dell’Inquisizione. Vedrai che anche tu diventerai un buon inquisitore della Santa Verità.

Domenicano 2. Ho ben inteso Maestro, farò senz’altro tesoro dei vostri insegnamenti.

Domenicano 1: Suvvia, tutto è bene ciò che finisce bene. La contadina eretica ha infine confessato, tra di loro anche le donne pretendono di avere sapienza in rebus fidei e noi l’abbiamo smascherata. Sia rinchiusa per la notte in una cantina del castello, domani sarà condotta in giudizio ad Alba per il regolare processo. Qualora la donna non dovesse confermare il verbale di interrogatorio sarà sottoposta a tortura, al fine di vagliarne la sincerità e, se sarà trovata meritevole di condanna, il suo corpo brucerà fra le fiamme al fine di emendarne gli errori. Rinchiudetela!

Voce narrante: E così hanno chiuso Angelica in una cantina del castello. Per poi portarla, il giorno successivo, ad Alba per porla sotto processo. E povera donna, potete immaginare come può aver trascorso la notte: ha pianto tutto il tempo e mentre le ore trascorrevano e di lì a poco sarebbe anche arrivata la luce dell’ultimo giorno in cui avrebbe visto il suo paese, la sua gente, la sua famiglia.

Voce fuori campo: Hai visto che avevo ragione? Non parlare di religione!

Voce narrante: Tutto sembrava ormai deciso, ma … c’è sempre un ma … Mentre Angelica piangeva senza speranza in quella cantina, sente sferragliare alla porta, la porta si apre, c’è un uomo, ma sì, è Ludovico un suo compaesano.

Ludovico: Muoviti Angelica, per piangere hai tempo più tardi. Adesso devi salvarti dall’Inquisizione.

Angelica: Oh Ludovico! Ma come hai fatto?

Ludovico: Quei furboni dell’Inquisizione non sanno che anche noi abbiamo una chiave. Muoviti, piangi poi dopo, adesso vai a Ceva, quando arrivi, chiedi di Nazario il falegname. E’ uno dei nostri, ti nasconde per qualche giorno, poi ti aiuta a fuggire dove l’inquisizione non possa trovarti.

Voce narrante: E infatti, grazie al falegname, Angelica è riuscita a scappare in una valle vicino a Pinerolo, dove l’inquisizione non poteva entrare. In compenso di tanti che sono morti sul rogo, Angelica si è salvata, si è sposata, ha avuto dei figli e ha loro insegnato quello che conosceva e i figli dei figli dei figli vivono ancor oggi. In compenso dei tanti che sono morti sul rogo, Angelica e i suoi figli e i suoi nipoti si sono salvati.

Enzo

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