Energia Mockus muove Garessio: una mail

Carissima L,

venerdì, dopo l’incontro con Sandro, siamo andati via quasi subito. Non ci ho fatto caso sul momento, ma adesso ripensandoci, mi dispiace: un po’ per la nostra timidezza, un po’ perché spesso non facciamo pranzo e quindi a quell’ora eravamo affamati, ci siamo negati la possibilità di conoscere meglio quelle persone che credo siano tra le più sensibili in città.

Perchè non fai un giro di telefonate proponendo un incontro apposito di tutti quelli che hanno letto il libro di Sandro? Potremmo parlarne dopo averlo letto (o riletto come nel mio caso) e incontrarci con lo scopo preciso di vedere come calare le idee nel nostro contesto italiano-tanaro-garessino.

antana-mockus-super ciudadano

“Abbiamo davvero voglia che qualcosa cambi?”. Tutto sommato stiamo bene e l’idea di mettere a repentaglio la nostra tranquillità, la nostra vita per idee abbastanza vaghe e astratte, appare improbabile. Bisogna parlarsi, guardarsi dentro, capire quali gesti ed eventi ci fanno sentire meglio, perchè se fanno sentire meglio noi, è probabile che facciano piacere anche agli altri. Questo fatto può creare un senso di unità tra le persone che poi inneschi la spinta a cambiare se stessi insieme agli altri.

La politica è sempre più deteriorata, la situazione internazionale sempre più intricata. Quando vengono analizzate le cause della 2° guerra mondiale si vede la crisi economica, il nascere di nazionalismo, razzismo , antisemitismo, crisi nei balcani e nel medio oriente: tutti elementi che vediamo anche ora. Non possiamo sapere quello che verrà, né dal nostro piccolo provare a contrastarlo, ma possiamo cambiare noi stessi e costruirci attorno una comunità che ci sostenga in qualunque evenienza.

Se l’idea di parlarsi ancora può sembrarti interessante, fammi sapere. Abitando qui ci siamo posti il problema dei rifiuti organici. Non ci sono più i cassonetti, non si sa come fare e alla fine chi non possiede un orto finisce per buttare tutto nell’indifferenziato. Sarebbe interessante esaminare la questione con altre persone , magari trovare delle soluzioni condivise .

A proposito della social Street  ti dico sinceramente che cerco qualcuno per condividere un abbonamento flat invece di usare solo la chiavetta; non ho il telefono fisso e non vorrei installarlo. In cambio noi potremmo impegnarci a portare in discarica l’organico di qualcun altro insieme al nostro.

Altra cosa di cui vorrei occuparmi è il Tanaro: amo il suo aspetto , la sua voce , guardarlo dalla finestra di casa mi dà molta gioia . Vorrei capire da dove arriva la schiuma che d’estate lo offende. Sarà forse una seconda casa con un attacco fognario approssimativo? Come scoprire la causa e dare soluzione al problema?

Sarebbe bello poi organizzare la “festa dell’acqua” che si tiene di solito a giugno dopo dibattiti , filmati , letture e interventi nelle scuole per evitare che sia solo una fiera o una pubblicità per la San Bernardo-Nestlè.

Parlandosi di persona i problemi si esprimono e si possono trovare soluzioni condivise. Io non conosco quasi nessuno quindi per me ogni persona ha valore , non so che a che gruppo appartenga, non mi interessa, non capisco le battute, i pettegolezzi vari, anzi a volte faccio la figura della superba perchè mi dimentico dei visi delle persone e do del lei anche a chi dovrei dare del tu.

Il concetto che Mokus esprime è che quello che rappresenta un conflitto ad un certo livello, può trovare composizione ed unità al livello più alto. (È questa l’idea di Renzi? Sarebbe bello parlarne).

L’idea della social street è che non sia una banca del tempo , non sia un gruppo politico, non debba comportare un impegno: ciascuno scambia quello che gli serve e non si chiede altro. L’energia virtuosa poi innescherà altri cerchi, ma per ora non ci interessa: l’obiettivo è minimo, deve essere condiviso e portare un immediato vantaggio a quelli che ne partecipano .

Se le idee non camminano vuol dire che non è il momento , io non ho aspettative, sono vecchiotta e faccio già fatica a tenere insieme il mio quotidiano, mia madre e il corso di yoga…

Siam stati giovani e aperti, fertile terreno per idee nuove come sono stati i colombiani degli anni 90, ma adesso la pervasione del pensiero unico è maggiore e tutto risulta più difficile anche per chi è giovane… ma non ci scoraggiamo, “l’ottimismo della volontà” non ci ha abbandonati e se più alto è il livello di complessità , maggiori sono le potenzialità : dunque c’è spazio per immaginare un cambio di prospettiva .

Tutto quello che viene creato , prima viene pensato e desiderato. Immagino un gruppo di visionari come Mokus al lavoro.

Un abbraccio.

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