Il mio studio è tra i boschi. Resisenze artistiche e natura a confronto

Sponge Arte Contemporanea è un’associazione culturale che nasce nel 2008 per promuovere l’arte contemporanea in uno spazio ai margini del circuito convenzionale. Due sono le caratteristiche che la caratterizzano: da una parte la scelta di operare nel territorio della provincia italiana e dall’altra l‘idea di ricerca artistica che vede curatori e artisti lavorare insieme rendendo incerta la divisione dei ruoli. Lo spazio di Sponge si trova alla sommità di una collina in un casolare di campagna dell’entroterra marchigiano: si tratta di una vera e propria abitazione che ogni mese apre le sue porte al pubblico con eventi, mostre, discussioni e work-shop.

OLYMPUS DIGITAL CAMERARAVE Residency è un programma di residenza nella campagna friulana che ospita ogni anno un artista internazionale affinché possa condurre la propria ricerca in affinità con i luoghi ed un contesto specifico. La residenza si svolge in un cascinale rurale dove vivono animali che, attraverso delle azioni dell’artista Tiziana Pers, sono stati salvati dall’industria alimentare e tolti dai meccanismi consumistici per essere accolti e accuditi in un contesto più rispettoso della loro natura. RAVE mette in discussione il ruolo e la responsabilità dell’arte contemporanea nei confronti dell’alterità animale e, più in generale, verso la necessità di ripensare e ripensarsi mediante la prospettiva biocentrica. RAVE è realizzato in collaborazione con il Comitato Trieste Contemporanea-Dialoghi con l’Arte dell’Europa Centro Orientale.

Dolomiti Contemporanee è un progetto sorto nel 2011, quando da poco le Dolomiti erano divenute Bene Unesco Patrimonio dell’Umanità. Le Dolomiti sono lo spazio, fisico e concettuale, su cui si è deciso di applicare uno sguardo critico e riattivatore, in opposizione alla vulgata che fa delle Dolomiti un luogo atrofico di turismo. Si è deciso così di non coltivare la dimensione contemplativa della montagna, ma di utilizzarne il potenziale di verticalità. Sono stati così selezionati dei siti industriali dismessi, da utilizzare come centri espositivi attivando al loro interno delle residenze per artisti. In tal modo l’arte ha dato prova di poter dare impulso al territorio, riattivando aree dal grande potenziale, risollevandole dall’abbandono.

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