Bicistrada

Un’autostrada per le biciclette. Un’idea apparentemente provocatoria e insensata, soprattutto se si pensa all’Italia, ma non in un paese dove l’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto sta acquisendo un’importanza crescente. Immagino che al tempo delle prime automobili, quando la gente non avrebbe mai creduto possibile che cavalli e carrozze sarebbero spariti, strade esclusive per le auto parevano pura utopia. Ma con il boom delle auto, l’utopia è diventata realtà e il mondo è stato ricoperto da un nastro d’asfalto di una lunghezza inimmaginabile.

Oggi le bici sono molto migliorate, sono leggere e comode, ci sono state invenzioni che potrebbero diventare rivoluzionarie quali il pedalec e la bici elettrica, le automobili sono sempre più difficili da accettare per l’inquinamento e il traffico; tutte condizioni che favoriscono investimenti per sviluppare il trasporto su bicicletta.

L’autostrada o meglio la bicistrada collegherebbe Duisburg e Dortmund, affiancandosi all’autostrada A4 che per il gran traffico ha una velocità media di percorrenza così bassa da essere soprannominata l’autostrada delle lumache. Siamo nel centro nevralgico della zona industriale della Ruhr, una delle zone più popolate e industrializzate d’Europa. L’obiettivo è una pista ciclabile priva di incroci, dritta come un fuso, ampia 5 metri e lunga 60 chilometri, perfettamente illuminata fino a sera tarda, su un terreno pianeggiante e probabilmente contornata da file di alberi. Con questa opera si pensa di deviare una parte del traffico automobilistico sulle due ruote, almeno per una distanza inferiore ai venti chilometri. Il progetto è totalmente rivoluzionario perché si inserisce in un contesto dove la maggior parte delle ciclabili sembra essere disegnata per la passeggiata domenicale, con un tracciato pieno di curve ed ostacoli, troppo lento per la fretta di un pendolare. Su facebook si è aperta una discussione e i commenti sono in maggioranza favorevoli alla bicistrada. Le poche voci discordanti vedono problemi nel costo dell’opera, nella vicinanza dell’autostrada e nella presunta inutilità per mancanza di un numero adeguato di ciclisti.

Fabrizio

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