Chi

Che cosa rispondere a chi ci chiede (o quando ci si chiede): “chi sei?”

E quando si vuole raccontare la propria vita, quali sono le cose che hanno dignità di essere dette?

punto-interrogativo

S. disse che i sogni sono come le persone, magari simili, ma mai uguali, tanto poco sarebbe esatto dire Ho visto un uomo, come Ho sognato dell’acqua che scorreva, non basta questo per sapere che uomo era né che acqua scorreva, l’acqua che scorreva nel sogno è acqua solo del sognatore, non sapremo che cosa significa scorrendo se non sappiamo che sognatore sia questo e così andiamo dal sognatore al sognato, dal sognato al sognatore, chiedendo, Un giorno avranno pena di noi gli uomini del futuro perché sappiamo tanto poco e tanto male?

Tuttavia ognuno di noi, indipendentemente dalle proprie capacità, almeno una volta in vita sua avrà fatto o detto cose molto al di sopra della sua natura e condizione, e se costui noi lo potessimo far emergere dal quotidiano spento in cui va perdendo i contorni, oppure se egli stesso, con un atto di violenza si tirasse fuori da reti e prigioni, quante meravigliose cose sarebbe capace di fare, quali profonde conoscenze saprebbe comunicare, perché ciascuno di noi conosce infinitamente di più di quanto creda e ciascuno degli altri infinitamente di più di quanto noi accettiamo di riconoscere in loro.

Ma descrivere noi stessi è come cercare di guardarsi la nuca voltandoci di scatto.
E nemmeno riassumere la nostra vita ha molto senso.
Mi è venuta in mente questa:

Scrivere un curriculum
Cos’è necessario?
E’ necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.
A prescindere da quanto si è vissuto
Il curriculum dovrebbe essere breve.

È d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
E ricordi incerti in date fisse.
Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.

Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza un perché.
Onorificenze senza motivazione.

Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
E ti evitassi.
Sorvola su, cani gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.

Meglio il prezzo che il valore
E il titolo che il contenuto.

Meglio il numero di scarpa,
che non dove va colui per cui ti scambiano.

Aggiungi una foto con l’orecchio scoperto.
E’ la sua forma che conta, non ciò che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che triturano la carta.
(W. S.)

Si può comunicare tramite citazioni?
B. Karzhakov

                                        Enrico Gandolfo

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