La dipendenza alcolica

Nel 2002 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che l’alcol è causa di 1,8 milioni di morti nel mondo (circa il 3,2 % del totale), con proporzioni più elevate tra gli uomini rispetto alle donne.

In Europa, le persone a rischio a causa del consumo di alcol sono pari al 15% dei consumatori e il binge drinking, cioè il bere per ubriacarsi, si sta caratterizzando anche in Italia come fenomeno rapidamente diffuso a fasce sempre più ampie di popolazione e non più limitato ai giovani. Le persone attualmente considerate a rischio in Europa sono 55 milioni e sono almeno 23 milioni gli alcoldipendenti.

dia-sin-alcohol

Quali sono i criteri affinchè il consumo di bevande alcoliche a cui per tradizione si è abituati, possa connotarsi come dipendenza?

  • La tolleranza, cioè il bisogno di dosi più elevate per ottenere gli effetti prima raggiunti con dosaggi più bassi.
  • L’astinenza, che si caratterizza per la presenza di sintomi quali tremori, senso di angoscia, irritabilità, nausea, vomito, inappetenza. La sostanza alcolica viene assunta per attenuare i sintomi di astinenza.
  • La grande quantità di tempo impiegata per procurarsi la sostanza, per assumerla e per riprendersi dai suoi effetti.
  • L’interruzione o la riduzione delle attività sociali, lavorative o ricreative a causa dell’uso della sostanza.
  • Il persistente utilizzo della sostanza, nonostante il chiaro ed evidente danno conseguente all’assunzione.

I danni somatici e psichici arrecati dall’alcol sono molto consistenti e l’abuso prolungato ha ripercussioni negative diffuse praticamente su quasi tutti gli organi e i tessuti del corpo: cirrosi epatica, epatiti alcoliche, gastriti e ulcere, infarto cardiaco e ipertensione sono conseguenze frequenti. L’alcol determina danni al pancreas e alle ghiandole endocrine. Inoltre è causa di gravi forme di malnutrizione e di carenza di vitamine, soprattutto (ma non soltanto) del gruppo B, da cui derivano gravi ripercussioni sulla memoria (sindrome di Korsakoff). Come già accennato, l’alcol ha pesanti effetti sulle mucose gastriche ed è inoltre responsabile di caratteristiche formazioni cancerose (in particolare alla bocca, alla lingua, all’esofago e allo stomaco). Danni derivano anche per le cellule cerebrali, soprattutto nei lobi frontali, e da ciò possono determinarsi forme di atrofia e altre patologie strutturali e funzionali. Altre ripercussioni riguardano i vasi capillari e relative emorragie responsabili del rossore del volto (soprattutto del naso) di chi abusa di alcol.

Spesso il soggetto dipendente da alcol è anche depresso e/o ansioso e utilizza la sostanza come ansiolitico per alleviare la sua ansia.

Oltre a tali aspetti, sono rilevanti anche i problemi sociali derivanti dall’alcolismo che possono includere la perdita del lavoro, i problemi finanziari, condanne per crimini come la guida in stato di ebrezza o problemi di ordine pubblico. Vi sono dunque anche conseguenze sulla famiglia e sul contesto sociale allargato.

Cosa fare?

Affrontare una situazione personale di alcoldipendenza richiede notevole impegno, reale consapevolezza del proprio problema, profonda motivazione al cambiamento e il ricorso a misure di sostegno adeguate. Esistono gruppi di auto-mutuo-aiuto e di aiuto assistito in grado di fornire agli individui strumenti ed opportunità valide. In generale è opportuno il ricorso a organizzazioni ed a personale con specifiche competenze ed esperienza, sia sotto il profilo medico che dal punto di vista psicologico e relazionale.

Anche per i congiunti di persone alcoldipendenti può rivelarsi molto utile il contatto con gruppi di auto-mutuo-aiuto e organizzazioni socio-sanitarie.

 Luisa Fontana

Bookmark the permalink.

Lascia un commento