Garexe l’é o chu be pais’ do mondo

Non posso che esprimere la mia ammirazione per una così importante ricerca che finalmente viene a risolvere un problema così antico e di così difficile soluzione quale è stato, già nei secoli scorsi, il dibattito relativo all’origine della lingua garessina, perché di lingua e non solo di dialetto ormai si deve parlare e disquisire.

Avvalorando quanto il Dott. Prof. Duberti ha sapientemente esposto nel suo dotto saggio, veniamo a sottolineare alcuni importanti aspetti che emergono dal suo prezioso lavoro: accanto alle ricche elucubrazioni relative allo sviluppo della lingua garessina, dal suo studio possiamo infatti apprendere alcuni aspetti storici che vengono a porre in nuova luce momenti così importanti del nostro passato. Veniamo infatti ad apprendere che già tra la metà del XV e i primi anni del XVI secolo il vescovo di Mondovì è intervenuto duramente per reprimere la ben nota eresia Peirardennese, e questo è avvenuto nonostante il territorio di Garessio fosse parte integrante della Diocesi di Alba, utilizzando per altro feroci milizie particolarmente violente di origine violese, anche questo territorio parte integrante della Diocesi di Alba fino al 1772. Questa è una vera scoperta storica ricca di sviluppi sensazionali da approfondire e sviluppare per meglio conoscere le reali relazioni e i rapporti esistenti fra vescovi e autorità religiose ne loro complesso nell’area del Piemonte meridionale in periodo pre-controriformistico. Ma l’aspetto sensazionale che emerge dal lavoro del ben noto studioso è la presenza di profughi savoiardi di religione calvinisti a Maiorca già alla fine del XV secolo , prima ancora quindi della nascita di Giovanni Calvino, avvenuta solo nel 1509. Questo dato rivoluziona tutta la storia della diffusione della Riforma Protestante: eretici calvinisti predicavano la Riforma ben prima della nascita del loro fondatore e ben prima della realizzazione della “Istituzione della religione cristiana”, completata soltanto nel 1559. Tutto questo anche agli occhi di un inavvertito lettore non può che aprire nuove strade alla ricerca storica per meglio chiarire questi importanti e basilari momenti del nostro passato.

Enzo

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