Improvvisando cortili e arcobaleni

notizione per colazione.
rima!
prima!
anteprima!
cima!
cina!
cani!
inca!
inca[sodipericolorompereilvetro]!

piazza

la vita va avanti
amando
chi non ci ama
e essendo amati
da chi
non ameremo mai

cucendo storie
che non ci appartengono
in ampi cortili di terra battuta
tentando di vivere ai limiti di quel cortile,
così, senza sporcarci i pantaloni
guardando i muri di terra cruda
totalmente incapaci di varcarne la soglia,
mentre, poco distante, risuonano risate rosse

perdendo sfide ad osservare occhi troppo orgogliosi,
raccogliendo sentimenti tra le rose e i fiordalisi.
le dita massacrate dall’incapacità di capire
e le labbra troppo secche per suggerire baci
ai panni rattoppati stesi al sole ad asciugare
ai danni causati in ore indecise
alle nostre identità confuse
a chi non è ultimo, nè primo
semplicemente vivo

dentro al cortile
osservando formiche, ragni e girini
di cui invidiare la libertà
semplice e fresca come il respiro del mare
lontana come l’orizzonte
e coinvolgente
come un tramonto dimenticato sovrappensiero in una tasca
e fasullo ornamento
di tante maschere
teocratiche
poco pratiche
o solo cratiche
a volte ipocrite
ma spesso statiche

maggioranza organizzata,
cieca conservazione,
fissile, immobile,
sicura, scura
ammantata di
morbidi moralismi masticanti,
concetti ridondanti H2O

sono giochi da fare
sulla sabbia di una spiaggia,
dove il vento porta via le parole
e il mare rende tutto più labile.
sono giochi da fare
sull’asfalto
di un marciapiede periferico,
dove i domani rimbalzano
tra motorini tristi e parabole accese,
dove il futuro puzza di benzina
ed il presente ingiallisce i denti
e le storie che senti
non puoi ripetere a nessuno.

forse
perché la realtà è più assurda della finzione,
perché è onorevole essere perdenti,
perché a volte non ci sono perché
ma solo un esercito schierato
di puntini di sospensione
come un sentiero
che non porta
da nessuna parte
perché non esiste vento favorevole
per il marinaio che non sa dove andare
e le canzoni non hanno un senso
quando si è troppo concentrati su se stessi

e la vita procedeva
pescando risorse
nella miseria
di cangianti
solitudini imperfette

sette miliardi di solitudini imperfette,
settecento milioni di convinzioni vane,
sette che ci credono ancora
e non hanno nessuna intenzione di fermarsi

spaventati dalle maggioranze immaginarie,
consapevoli di una debolezza che rafforza,
soli in un mondo senza solitudine
procedono,
passo dopo passo,
dispensando
per la strada
arcobaleni.

Vera Libertà con Ale Ingaria

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