Insiemi matematici e metafisici

Stamattina mi sono guardato allo specchio. Invece della faccia smunta di sempre ho visto apparire una miriade di etichette colorate che esplicitavano i miei insiemi di appartenenza. Insieme, un termine che si intreccia alle sofferte ore di matematica negli anni delle scuole superiori. Ricordo ancora come si definiva un oggetto attraverso l’appartenenza ad un dato insieme. Io appartengo (l’appartenenza conosce solo il presente) all’insieme piemontese, giovane, italiano, fidanzato, stronzo, studente, operaio, disoccupato, turista, emigrante, figlio, fratello, amante, spettatore, credente, ateo, bestemmiatore, amico. Ogni insieme ha vita e regole proprie. Ogni insieme è limitato e mi definisce inequivocabilmente.

tetsuya_ishida_16-Bfoto: http://jlgaliano.blogspot.com/

Così mi trovo intrappolato in un mucchio di gabbie create per trattenermi al loro interno, marchiandomi con il loro segno distintivo. Stamattina quando allo specchio ho visto tutte quelle marchiature gridai e mentre gridavo disperato, strofinavo con forza quelle maledette etichette tentando di cancellarle. Venivano via interi brandelli di pelle però le etichette restavano, beffarde. Quella di stronzo, appiccicatami da Marta quando la paura di troppa stabilità mi costrinse a scappare, quella di emigrante che mi ha attirato tutto quel disprezzo, quella di italiano appioppatami dall’ufficio anagrafe quando ancora ero troppo piccolo per rifiutarla, quella di cattolico arrivata con una doccia fredda. Gridando e fregando non mi sono accorto che il mio bagno si popolava di persone attirate dalle urla spaventose. E così mi sono ritrovato un’altra etichetta, quella di pazzo, che autorizza un paio di energumeni appartenenti all’insieme infermieri a caricarmi di peso su un’ambulanza e portarmi via.

Fabrizio

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Vecchi commenti

  1. Ero nei paesi baschi senza parole sonore, se non “rivendico il diritto alla pazzia” il resto era silenzio da teatro muto, roba per chi sà vedere e lì ve ne erano molte di persone con gli occhi che ci vedono, quanta meraviglia e disperazione nello stesso luogo nello stesso corpo. Alex con un coraggio che sò essere coraggio spinto dalla forza dell’amore che osa mi disse, la strada della follia è dura. Quale non lo è mi domando. Se non pazzo guerriero se non guerriero innamorato amante della bellezza in tutte le sue forme non devo solo cedere a quella che chiamano depressione, forse esiste, quando il coraggio funziona come un accendino scarico e lo sguardo si posa a terra. arriva la folata di vento

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