La liberta’ e la censura

Nella storia umana non sono molte le certezze. Tra queste la coscienza di quando le parole anticipano i tempi. Combinazioni di lettere che turbano il potere, qualunque esso sia. E come tutti i poteri autoreferenziali, esso stesso in grado di giustificare senza turbamento l’uso della censura. Parafrasando Foucault “Il problema non è tanto quello dell’obbedienza a ciò che il potere dice; è piuttosto quello della conformità a ciò che il potere tace.”

Un atto di coraggio non è fare vuoto eco alle idee con cui si è d’accordo, è difendere il diritto a parlare di chi non si condividono i pensieri e gli scritti.

libertà e censura

Piccoli passi in direzione di un evoluzione che permetterà di affrancarci dall’abuso di homo erectus in beneficio di funzioni cerebrali superiori, quali il pensiero e la coscienza.

E se questo significasse difendere il diritto dei razzisti nell’esprimere il proprio odio? Un amico mi raccontava che la Lituania è stata recalcitrante all’evangelizzazione per secoli, senza fascinazione alcuna per la santa romana chiesa. Ebbene, pare sia bastato un mezzo secolo di divieto di pronunciare ripetitive litanie invocanti divinità di cui non si ha nessuna certezza, per rendere ferrea e decisa la professione di fede (prima abiurata) nella recente libertà religiosa.

Scherzi del destino o debolezze dell’animo umano, capace di affascinarsi al proibito, al negato, al sognato? Spesso i divieti e le censure causano l’effetto opposto, quello di rendere attraente un’idea, per quanto essa sbagliata sia.

E qui, fatto non meno importante, corre la sottile linea di demarcazione tra l’essere costruttivi, disponibili al confronto o rigidi, distruttivi, non in grado di sostenere le proprie idee.

Perché in fondo è in gioco la più importante delle combinazioni di lettere e simboli grafici: la libertà.

[Alessandro Ingaria]

Bookmark the permalink.

Lascia un commento