La repubblica dei cuochi

A volte si ha l’impressione che gli italiani amino le ricette. Forse è qualcosa di più di un amore. Da tempo possiamo notare una presenza massiccia di legioni di cuochi presso i principali canali televisivi, nelle riviste in edicola e pure nelle librerie dei centri commerciali (il tempio della cultura).

Se tre indizi fanno una prova, siamo di fronte ad un caso conclamato di cospirazione dei cuochi. Sono ovunque, come il prezzemolo. Il punto è: cosa vogliono da noi? Quale sarà il loro bieco e oscuro obiettivo?

Proviamo a indossare i loro panni sfarzosi e pluribottonati e cerchiamo di scoprire come intendono cucinare l’Italia.

ravioli

Foto: Irene Occhiato

La prima ipotesi è che la lobby dei cuochi nel corso degli anni sia diventata talmente potente da poter orientare il governo e l’opinione pubblica. Vogliono indurci a riempire i loro ristoranti e ad acquistare i loro bellissimi libri di ricette.

La seconda ipotesi: in realtà i cuochi sono a loro volta vittime della cospirazione di una classe politica incapace di governare il paese. I politici cercano di obnubilare le menti dei cittadini gastronomi attraverso l’oppio di profumati e sfiziosi piatti della tradizione italiana.

Terza ipotesi: in realtà è un piano di salvezza nazionale. Il principale comparto dell’industria italiana è l’esportazione di cibo. Dunque per alzare il PIL dovremmo tutti convertirci al verbo della gastronomia. I cuochi che friggono il nostro cervello a reti unificate cercano di plasmare l’uomo nuovo.

Quarta ipotesi: il popolo italiano, grazie al prolungamento della vita, s’è rammollito e pensa solo a mangiare e bere. Il massimo impegno sociale di cui può farsi portavoce è di lamentarsi perché c’è da pagare l’Imu. I politici sono tutti uguali, dovrebbero andare tutti a casa, si sono mangiati tutto (mangiati tutto?).

Francamente è difficile scegliere. Certo, pensare che il glorioso popolo italiano s’è rincoglionito perché è costituito in prevalenza da uno stuolo di anziani che stanno tutto il giorno a farsi lobotomizzare dalla Clerici & company non è credibile. Non vi sono indizi a sufficienza. I cuochi sono una lobby tra le altre. I politici non cospirano, vogliono solo governare e stare al potere. Il settore alimentare è importante ma non è l’unica voce del nostro PIL. I pensionati non sono stupidi, sono diversamente intelligenti, hanno obiettivi propri e legittimi.

Molto più banalmente è un matrimonio di interessi. La TV è un terreno della politica. I pensionati e le casalinghe amano i prodotti culinari e mangiar bene. I cuochi vorrebbero trarre maggior profitto dalla loro professione. L’insieme di questi fattori alimenta la coscienza della cultura gastronomica italiana e fa girare il comparto dell’economia, tramite il settore alimentare.

Se mai dovesse esserci una cospirazione è quella dell’autoinganno e dell’illusione. I pensionati e le famiglie vorrebbero essere rassicurati che va tutto bene. I politici avallano questa scelta perché è nel loro interesse non destare ansie e moti popolari.

Che dire? Buon appetito!

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