La sveglia

Linda in spiaggia

Foto: Alessia Cocozza

Apro gli occhi. Luce che entra nella stanza attraverso le feritoie di una vecchia persiana in legno. Che ore saranno? Ricordo che era tardi quando sono andato a dormire. Potrebbe essere pomeriggio. Suona la campana della chiesa. Un solo rintocco. Nessun indizio, un rintocco è semplicemente lo scandire della mezzora. O sarà forse l’una? Mi tiro in piedi nervoso. Potrebbero essere le 17h30. Ma perché proprio le 17h30? Cerco gli occhiali sui mobili della stanza. Tutto è sfocato e potrebbero essere ovunque. Ah, eccoli, lì per terra. Che puzza di tabacco. Inciampo in un bicchiere vuoto. Ma dov’è Giorgia? Spalanco la finestra. Uhm, il cielo è nuvoloso. È vero, oggi le previsioni erano di pioggia. Guardo il bosco davanti a casa e capisco che non è piovuto. Che bello affacciarsi alla finestra e vedere il contorno delle montagne vicine. Ma che ore saranno? Oggi dovevo fare qualcosa importante. Ma cosa? E se fossero già le 17h30 come farei a fare tutto? Un’altra giornata buttata. Se solo ieri sera non avessimo bevuto tutto quel vino. Ho la testa pesante ma non mi fa così male. Non era così male quel vino. Con un po’ di fortuna non è troppo tardi. Ma mi sento ben riposato, troppo riposato, come se avessi dormito da sempre. Non voglio guardare l’ora. E se tutto questo fosse un sogno. Mi avvicino lentamente all’orologio a muro della cucina. Le 11h50, sono passati venti minuti da quando è suonata la campana della chiesa.

Fabrizio

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