L’insostenibile pesantezza della zumba

A Maggio dell’anno scorso, all’improvviso, accade il miracolo. 
Il 90% dei miei conoscenti, di colpo, passa dalla modalità A: “C’èLaCrisiSonoPovero – NonFaccioCheLamentarmi – MiPiangoAddosso” alla modalità B: “MiFaccioIlFinesettimanaInGiro – VadoAlConcerto – EscoQuasiTutteLeSere”.

La cosa mi dà da pensare e, mentre continuo a non farmi finesettimana in giro, a non andare ai concerti e ad uscire, se va bene, un paio di sere al mese, causa penuria economica continua e molesta, continuo a pensare e a interrogarmi su scelte esistenziali, stili di vita e modelli vari ed eventuali che qualcuno, dall’alto, non smette di propinarci in un bombardamento mediatico massivo.
Tutto questo vorticare di neuroni sfocia in una poesia che vorrebbe essere sarcastica ma che, invece, con mio estremo stupore, scatena rivolte popolari ogni volta che, per un motivo o per l’altro, mi capita di leggerla in pubblico.

La poesia si intitola “Tutto il peggio” ed è questa:

vi meritate
fidanzate che fanno zumba,
l’ansia cieca per la prova costume,
le barrette ipocaloriche fragola&cartone,
i melanomi per troppe lampade abbronzanti.
vi meritate le rate del mutuo e della macchina,
il costo mensile dell’abbonamento in palestra,
le domeniche da H&M, la pizza d’asporto davanti al derby.
vi meritate tutti i comici di Colorado Cafè,
i film cattomoralisti della Rai, le abbaglianti ipocrisie hollywoodiane,
i neomelodici.
vi meritate i libri di Moccia e Fabio Volo,
i settimanali scandalistici patinati,
le risposte del cazzo di yahoo, youporn che vi si inchioda.
vi meritate tutto il peggio
perché il meglio vi atterrisce.

sulla porta di casa mia
c’è un cartello che declama:
non fare uscire il gatto,
non fare entrare gli sbirri.

evitate di bussare, tanto non vi apro.

Domenica sera, con altri esponenti del collettivo Nucleo Negazioni, partecipo a un reading in provincia di Milano; leggo la suddetta poesia e, come prevedibile, dal pubblico, si alzano voci di protesta. Certo, mi rendo conto che il testo è un po’ forte, è vero; che su certi argomenti sarebbe meglio non scherzare; che sono cose serie e non mi dovrei permettere di ironizzarci sopra; è vero. Lo so benissimo che ci sono persone che si trovano impiccate per riuscire a pagare ogni mese “le rate del mutuo e della macchina”. Lo so; peccato che il motivo delle lamentele non fosse questo.

A scatenare indignazione è stata la frase “Vi meritate fidanzate che fanno zumba”.
La zumba! L’intoccabile zumba! Il nuovo culto delle masse! Il culto del culo! “Toglietemi tutto, ma non la mia zumba”, parafrasando.
No, scusa, ma non ti sei accorta che, tre versi sotto, ti auguro un melanoma?! Ma vuoi mettere?! La zumba. Vabbè…

[Vera Libertà]

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