Luna

Sfugge sotto ai lampioni come la schiuma che spuma in fondo, più in là.
Un’impronta di brace brucia addosso all’incolmabile natura che è madre.
Impressioni che impressionano gli occhi e li colmano di un nulla liquido.
Scorrono lente lungo la via che un giorno fu nuova.
La percorro in una finzione amara che di zucchero si trasforma bagnata in quella vecchia spuma, più in là.
Fredda sui piedi cammina e pizzica le caviglie e inonda le meraviglie nascoste sotto i capelli.
Afferra la mia giacca e danzami.
Smarrisci il senno nell’inconsapevolezza notturna e succhia l’anima negra sul fondo del bicchiere.
Strappa alla giovinezza quello che la vecchiaia non potrà strappare.
Aggredisci questa distesa liscia e ascoltala sussultare e ansimare senza abiti,
come quella spuma che sfuma più in là.

Irene Occhiato

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