Natale a Vienna

Tempo di Natale. Il termometro segna meno dieci, le strade sono coperte da una patina di neve che attutisce con il suo luccichio il coloro grigio del cielo, una marea di gente passeggia sepolta da spessi giacconi in uno shopping natalizio compulsivo.

I manifesti pubblicitari sono ovunque, appesi ai muri o tra le mani di infreddoliti ragazzi che cercano di smistarli ai passanti. La pubblicità inonda il campo visivo nelle sue mille forme. Cartelloni giganti di biancheria intima di H&M, agenzie di viaggio che scaldano l’animo con foto di mare e offerte invoglianti per la prenotazione di vacanze a Rodi, strani personaggi travestiti da pubblicità ambulanti. I centri commerciali con porte enormi e perennemente aperte emettono spruzzi di aria calda che fanno da calamita per sottrarsi al freddo pungente. L’atmosfera natalizia fa di Vienna una città sensuale e magica con migliaia di turisti attratti dai mercatini di natale, con le loro bancherelle profumate e il Glühwein che si scalda lentamente sul fuoco.

Ma il Natale a Vienna non è solo freddo, lucine e consumismo. Una coda di persone aspetta pazientemente davanti alle porte di un’impresa che si occupa di sicurezza. Arabi, per la maggior parte, che rispondono all’annuncio apparso da poco su di un giornale gratuito. Si ricerca personale di sicurezza per centri commerciali. I centri commerciali visti dal lato oscuro. Tra queste persone ci sono anch’io, con il mio modesto curriculum sotto il braccio.

Una signora tedesca dal piglio duro ci fa entrare. Sotto il primo, un ragazzo iracheno. Le rivolge poche parole in un tedesco rapido e vedendo che il ragazzo non capisce, lo scaccia in malo modo. Sono passati pochi secondi e via con il secondo. Con queste brusche misure la fila si assottiglia velocemente. Ogni viso che scorre sotto le urla della signora è un mondo, una storia, una necessità di un lavoro per restare in Austria, terra di promesse e di benessere. Quando il ruolo sociale ci fa dimenticare che siamo tutti uguali. Il carnefice e le vittime. Siamo rimasti in due a compilare l’application form che la vecchia scorbutica ci ha passato sprezzante. Compilo rapido il foglio mentre il ragazzo iracheno, seduto al mio fianco, mi aspetta con le lacrime agli occhi. Fuori ha ripreso a nevicare.

Per chi volesse visitare o trasferirsi a Vienna, un ottimo blog per conoscere la città:

http://www.zingarate.com/network/vienna/

Fabrizio

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