Nature intrecciate – cap 6

Il lupo e la luna sono due elementi in sintonia, senza l’uno l’altra non può vivere. Come l’uomo non è tale senza la conoscenza.

Raggiunse in breve una roccia modellata dal vento e dalla pioggia negli anni, e vi si accoccolò, trovò il luogo più comodo di qualunque altro materasso, e sospirando iniziò a percorrere con lo sguardo il cielo. Si era fatta notte. Aveva camminato in lungo e in largo per tutto il giorno, cercando di far soccombere fame, rabbia e stanchezza. Cercava delle risposte, ma non sapeva che domande porre.

Ripercorse con gli occhi le stelle luminose e così piccole, brillavano come lucciole su un prato d’estate, sembravano le lacrime della luna. La luna. Già. Quella galante dama immacolata era nel suo più grande splendore, piena. Sembrava quasi sorridere a Gumala, sembrava cantarle una ninna nanna muta, fatta di candido tepore e tranquillità. Osservandola, Gumala riuscì a dimenticare per un attimo tutti i suoi problemi, era felice.

Nonostante tutto era felice, perché in quel momento sentiva di non aver bisogno di niente,
chissà per quanto sarebbe durata quella sensazione. Gumala, si prescrisse di mantenere i timori e le preoccupazioni lontani almeno per quella notte, voleva cancellarli solo per un po’, perché le tenebre non sono sempre sinonimo di paura, sanno anche diventare un velo puro di potente serenità, un mantello pesante, tanto pesante da far chiudere gli occhi al mondo intero, al sole.

Le tenebre obbligavano i problemi ad ammutolirsi, era così e basta. Era una magia incomprensibile, ma saggia, amabilmente saggia. Tutto nella notte cambia significato, tutto rallenta, prende un ritmo diverso e calmo, per consentirci di spegnere la mente
mantenendo vigile lo spirito che riposa.

Così la nostra Gumala non poteva far altro che obbedire alla notte, voleva, anzi, doveva
svuotare la mente da ogni sorta di preoccupazione e lasciarsi cullare dalla brezza e dal profumo del bosco. Riuscì ad ammutolire la sua mente e a contemplare più serenamente il cielo. Era una vista così stupenda, era così meravigliosa l’atmosfera! Una notte dal sapore quasi invernale ma così limpida da consentire il diramarsi dei sogni di ognuno di noi.

Luna a Viola

Improvvisamente una stella cadde, ma Gumala non pensò a nessun desiderio, si alzò agitata quasi a voler inseguire quella stella. Era preoccupata per quella stellina, era caduta e nessuna delle sue sorelle aveva fatto qualcosa per aiutarla… quale sarebbe stato ora il suo destino? Gumala si tormentava al pensiero di quella piccola luce che velocemente spariva dal cosmo per dirigersi chissà dove, sola tutta sola al freddo.

E in quel esatto momento vide in quella stella se stessa: era fuggita dalla sua casa per sua volontà, allo stesso modo il corpo celeste aveva deciso di abbandonare il suo cielo, ed ora dov’era? Dispersa e al freddo, senza nessuno a tenerle compagnia, forse anche lei credeva che la sua casa era altrove e non le bastava più il suo cielo, voleva andarsene in un luogo che le dava felicità, e chissà se lo aveva trovato o quando lo avrebbe trovato.

Comprese molte cose quella sera la ragazza, sapeva che quello era il suo viaggio, aveva fatto
il primo passo: era partita, doveva solo decidere il percorso da seguire, la meta sarebbe venuta da sé perché nessuno nella vita può sapere dove andrà, nessuno potrà mai comprenderne fino in fondo il significato. Solo combattendo per capire cosa vogliamo ottenere da questa esistenza potremo intravederne la realizzazione… Sta solo a noi decidere come mettere in atto il nostro sogno, modellandolo nella nostra mente, costruendolo con le nostre mani e percorrendolo con i nostri piedi…Ogni cosa ha senso…

…CONTINUA…

[Federica Raviolo]

Bookmark the permalink.

Lascia un commento