Non siamo più capaci di reagire

“Accadeva che O. sentisse odio per i vizi umani, per la menzogna, per l’ingiustizia, per il male diffuso su tutto il mondo, e aveva allora il desiderio di mostrare all’uomo le sue malattie, e improvvisamente i pensieri si infiammavano in lui e andavano e correvano nella sua testa come le onde del mare, poi si concentravano in intenzioni che gli facevano ribollire il sangue: i suoi muscoli si tendevano, si tendevano le sue vene e le sue intenzioni si sforzavano di diventare decisioni; spinto da una forza morale, in un minuto cambiava due o tre volte posizione nel letto, con gli occhi fissi si alzava a metà, muoveva la mano, e guardava intorno a sé, entusiasmato….

Ecco, ecco, la sua decisione si realizza, si trasforma in un atto di eroismo… e allora, Click. Eccolo mettere il “mi piace” sull’ultimo post di denuncia di un’ingiustizia avvenuta chissà dove.

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Quali miracoli, quali ammirevoli risultati si possono aspettare da un così grande sforzo!

Ma, guarda, la mattinata passa, il giorno già inclina verso la sera e con esso inclinano verso il riposo anche le forze troppo tese di O.; le tempeste, le agitazioni si calmano nel suo animo, la testa caccia i pensieri tormentosi, il sangue scorre più calmo nelle sue vene.

O. si volta lentamente, si sdraia di nuovo sulla schiena, volgendo lo sguardo triste verso la finestra, verso il cielo, verso il sole che tramonta gloriosamente dietro la vicina casa di quattro piani”.

Non siamo più capaci di reagire, solo di occuparci di altro.

Testo di Ива́н Алекса́ндрович Гончаро́в. Anno 1855

Inserimento di una riga da parte mia. Anno 2012

Ale Ingaria

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