Racconti dall’Asia

Domenica pomeriggio. Passeggio lentamente per le strade di Kota Kinabalu, la capitale di Sabah, una regione autonoma sull’isola tropicale del Borneo.

Kota Kinabalu è una città brutta, un enorme centro commerciale dai toni decadenti che ha la fortuna di avere le spalle coperte dalle montagne, e di essere adagiata su di una baia affascinante costellata di piccoli isolotti tropicali, parte di un parco naturale che li tutela dall’avanzata aggressiva del cemento.

È difficile camminare sotto il sole dell’equatore e a quest’ora la città è avvolta in una densa atmosfera irreale di sonnolenza. Tutto si muove rallentato. Non c’è modo di sfuggire a questo attrito vischioso e mi siedo al porto, tra le casse di pesce in rapida putrefazione, tra i pescatori che accasciati all’ombra cercano l’immobilità assoluta come via di fuga al calore, tra le voci stanche del mercato che nasce con naturalezza negli spazi lasciati liberi dall’attività del porto.

La colonna sonora di questa sosta obbligata è fatta di hit coreani, che vengono rimpallati a volume altissimo dalle casse delle automobili che passano poco lontano e dalle radio dei venditori. A Sabah c’è amore, idolatria, ammirazione nei confronti della Corea, terra nel lontano nord, terra coinvolta in uno sviluppo economico impressionante. Paese organizzato, fatto di persone laboriose, piccole formichine instancabili.

Con la ricchezza sono arrivati gli investimenti nell’arte, nella cultura e nella musica; film e musica coreani seguono gli stessi canali dell’esportazione delle merci e si diffondono a macchia d’olio nei paesi circostanti. A Sabah le persone vogliono imparare il coreano, cercano di imitare gli accenti improbabili di questa ermetica lingua e sognano di visitare il paese. Tutto si ama qui della Corea, dalla bianchezza della pelle dei suoi abitanti che viene ricercata con testardaggine dalle donne benestanti di Sabah, che evitano il sole con maniacale precisione e si cospargono il viso di strane creme dal vago sentore di candeggina, agli oggetti informatici che sono estremamente ricercati e sono sinonimo di ottima qualità.

hyundai

Tutto attorno sono cartelloni pubblicitari enormi a ricordare che seppure più lentamente lo sviluppo economico sta invadendo anche Sabah. Una gigantesca hyundai riempie il mio paesaggio visivo, è un’automobile scintillante attorniata da un nugolo di stupende ragazze di un pallore che sotto questo sole equatoriale pare impossibile. Cliccando qui si può apprezzare la portata del sogno coreano a Sabah, una hyundai che con uno stipendio medio ci vorrebbe una vita per comprarla, ma che grazie alle diseguaglianza economica è accessibile ad un numero crescente di persone, una pelle candida come la neve e lo stile accattivante di Psy, l’autore dell’hit Gangnam Style.

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