Si stava meglio quando si stava peggio?

Ascolta o Popolo disperso, Gente che vaga nella notte dell’incertezza date retta alla mia voce: l’anno scorso vi ho già chiarito che non esistono più le mezze stagioni e l’anno precedente vi ho spiegato che i giovani non sono più come quelli di una volta….. anche quest’anno divido fra di voi il pane della conoscenza per spiegarvi come stavamo meglio quando stavamo peggio!

Vi capisco, voi vivete alla giornata, pascolate sempre negli spessi prati e brucate sempre lo stesso foraggio! Ed è per questo che vengo io, che ho fatto gli studi elevati, nel senso che la mia classe era all’ultimo piano, per spiegarvi come gira il mondo.

un frateNonostante le vostre continue lamentela sul tempo e sul governo, in realtà pensate di vivere sostanzialmente in modo decoroso e io sono qui a spiegarvi che invece vi sbagliate! Ma pensate solamente a come si stava bene anche solo un secolo fa su queste montagne! Era il 1913: la prima guerra mondiale era alle porte e anche quella ha dato il suo profitto, sfoltendo molti dei nostri nonni, zii e cugini, che sono stati divorati dalla guerra, mandati a morire sui monti del Trentino o a farsi falciare dalle mitragliatrici austriache sull’Isonzo. Forse quel mio prozio che è morto sul fiume Tagliamento a 25 anni non era proprio felicissimo, ma volete mettere l’onore! Il prestigio! Il piacere di avere una lapide con inciso il proprio nome!  Voi che invece non avete conosciuto guerre, neanche una piccola guerra mondiale, non proverete mai queste grandi soddisfazioni, né i vostri nipoti potranno vantarsi di voi davanti alla lapide che ricorda i caduti di qualche lontano conflitto…. Riflettete: siete le prime generazioni che non hanno conosciuto guerre! Vi rendete conto in quale abisso morale siete precipitati?  Come possono una o più generazioni venir su sane e forti se non sono state massacrate, mutilate, storpiate, ferite, violentate da qualche guerra?

E’ ovvio che una volta si stava molto meglio! Specialmente durante la guerra poi…

E che dire della moltitudine di persone che popolavano i nostri paesi e neanche tutti avevano da mangiare…. così avanzavano anche sulla dieta….. che quella gli veniva naturale e non costava niente. Ma pensate alla fortuna dei nostri parenti dell’epoca: un raccolto di castagne andava a male? Una disgrazia in famiglia? Un figlio soldato morto in guerra? Un grosso debito da pagare? Ma non erano problemi! Si prendeva e si andava in Argentina! Ma pensate alla fortuna dei nostri parenti che 100 anni fa, in uno di queste mattine hanno salutato la famiglia, i vicini, l’intero paese e sono partiti per Genova, per poi imbarcarsi insieme a cose, animali e a migliaia di altre persone disperate come loro alla volta dell’America. Magari non erano mai usciti dalla nostra valle e si sono trovati in mezzo al grande padre Oceano, immersi nel suo immenso manto azzurro.  Tutto a poco prezzo, magari non hanno neanche dovuto vendere tutto quello che avevano per pagarsi il viaggio. I più sfortunati invece si procuravano il biglietto impegnandosi a lavorare gratis per anni per i soliti maneggioni, trafficoni e arraffoni, che quelli non mancano mai in tutte le epoche.

Sicuramente i nostri parenti emigrati in Argentina avranno viaggiato in Prima Classe, pranzando a caviale e pasteggiando a Chanpagne, godendosi il meritato riposo nel solarium della nave. Una volta giunti a Buenos Aires, sicuramente non saranno andati ad abitare nel quartiere di Boca, nelle sovraffollate case degli immigrati italiani, dove le famiglie più fortunate avevano anche un’intera camera per sé. Saranno andati ad abitare nei quartieri “in” della città, nella zona residenziale, nelle case per ricchi con tutte le comodità dell’epoca, mi pare ovvio. E voi continuate a dirmi che una volta si stava peggio? Ma immaginate che lavori avranno svolto questi nostri parenti emigrati in Argentina! Notai? Avvocati? Giudici? Industriali? C’era solo l’imbarazzo della scelta! E voi insistete a dirmi che una volta si viveva male?

Ma certo che una volta la gente era più buona e tutti si volevano bene, ma è ovvio: ma avete visto quelle pesanti inferriate che hanno quasi tutte le nostre case vecchie? Ma cosa pensate? Che servissero a difendersi dai ladri? Ma quelli assolutamente non esistevano! Tutti si volevano bene! Le pesanti inferriate servivano a difendere le case dai raggi cosmici, lo sanno tutti.

E la sanità? Non ditemi che oggi sia meglio perché non ci credo! Cosa c’era di più romantico all’epoca  che morire per una tubercolosi o per una polmonite?  E poi comunque anche sulle malattie allora curabili bastava avere denaro, vendere la mucca, il vitello, il mulo, la vigna, il campo, il prato, la casa, la cascina e ci si poteva curare quasi senza problemi!

Bei tempi una volta, allora sì che si stava meglio!

Ma le scuole, qualcuno dice, erano solo per i ricchi! E non era un vantaggio? Noi qui si andava solo fino alla terza elementare, più tardi anche fino in quinta….. e non è  una bella cosa? Ma immaginate: i figli dei ricchi, tristi, grassottelli, di un color bianco malato e tutto il giorno sui libri, i nostri invece snelli quasi magri, liberi e felici a rincorrere le capre su e giù per i boschi a piedi scalzi bianchi e rossi come mele.

Proprio non capisco come si possa anche solo immaginare che una volta si stesse peggio! Bisogna fermare il tempo, anzi: tornare indietro, girare all’incontrario l’orologio!

Serve voltare la testa indietro e pensare soltanto a far ritornare i bei tempi andati quando tutto era più bello: la fame, l’ignoranza, le due guerre mondiali, lo sterminio degli ebrei, la bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki e tutte le altre guerre che hanno vissuto quelli che sono venuti prima di noi.  Ah! Quelli sì che erano bei tempi!

Ascolta o Popolo disperso, Gente che vaga nella notte dell’incertezza non date ascolto al futuro, pensate solo al passato e immaginate che il mondo sia stato pressoché perfetto e se la storia lo nega, aboliremo anche quella!

O Popolo disperso, Gente che vaga nella notte dell’incertezza, il prossimo anno vi farò credere che se mi votate abolirò tutte le tasse, l’Imu, l’Ici, l’Iva, l’Ilor, tutte le tasse che iniziano con la “I”, per le altre, che iniziano con altre lettere, e per le imposte ci penseremo alle prossime elezioni!

Ascolta o Popolo disperso, Gente che vaga nella notte dell’incertezza, il tuo ideale sia il granchio, volgiti al passato, metti la testa nella sabbia come lo struzzo, chiudi la stalla quando i buoi sono scapati e piangi amaramente solo sul latte versato!

Amen!

Enzo

Bookmark the permalink.

Lascia un commento