Un sindaco fuori del comune

Leggere il libro di Sandro, giovane ricercatore e artista, è una gradevole boccata di ossigeno. Scritto bene, chiaro e comprensibile anche per il neofita che non conosce le dinamiche dell’America Latina e della Colombia in particolare, si legge tutto d’un fiato. Cominciamo dall’inizio della storia.

Come spesso accade, vi sono varie possibili chiavi di lettura di un libro. Quello di Sandro è in primo luogo una biografia politica dell’ex sindaco di Bogotà, capitale della Colombia. Allo stesso tempo è anche uno squarcio sulla realtà colombiana odierna, è un libro che parla anche di etica, di cittadinanza, di filosofia e di comunicazione. E’ un saggio interdisciplinare che lancia un messaggio non subliminare al lettore italiano. Il messaggio, semplificando, è il seguente: “anche in Italia è possibile cambiare il modo di fare politica. Tutti dovremmo partecipare attivamente dal basso per il bene della res publica.

Un sindaco fuori dal comune

Antanas Mockus, professore universitario di origini lituane, a partire dagli anni ’90 del secolo scorso, si impegna in politica, candidandosi a sindaco di Bogotà (e vincendo per ben due volte). Il suo obiettivo, in una metropoli sfigurata da decenni di violenza e povertà, corruzione e malgoverno, è quello di ricucire il tessuto sociale e dare nuova speranza e fiducia. Desidera partire dalle regole di civiltà e convivenza all’interno di una città, attraverso la rieducazione. Mockus applica nella vita reale le teorie apprese nel mondo accademico: grazie ad una mirata e creativa comunicazione simbolica non ortodossa riesce ad ottenere notevoli risultati e progressi nel corso di pochi anni.

Fuor di metafora, Mockus (in qualità di rettore), riesce a tenere a bada un gruppo di studenti universitari che protestano con veemenza mostrando loro le natiche, spezzando le tradizionali regole di comunicazione. In qualità di sindaco, Mockus riesce a rieducare gli automobilisti della capitale non (semplicemente) multandoli bensì facendo leva sul loro orgoglio, facendoli sbeffeggiare da clown se non si rispettano i pedoni agli incroci. Insomma, dalla promozione della vita sana riducendo il consumo di alcolici, passando per la riduzione delle armi in circolazione sino a gruppi di gestione delle controversie a vari livelli, l’ex sindaco della capitale colombiana riesce, grazie al suo ruolo dichiaratamente pedagogico, a fare il miracolo: aumenta il numero delle persone che rispettano le leggi e le regole sociali non solo per timore di una sanzione. Infatti riuscirà ad educare e sensibilizzare molti cittadini affinché interiorizzino le regole del vivere in comunità, del rispetto del prossimo. Addirittura riesce a diminuire la disaffezione e l’apatia di tanti cittadini nei confronti della politica e riesce a sfruttare al meglio i social network (come ad esempio l’ormai onnipresente Facebook).

Insomma, il libro di Sandro, nella sua sinteticità e chiarezza, porta al lettore italiano, un eccezionale esempio di buon governo. Sebbene possa sorgere il legittimo dubbio che Mockus sia un politico un po’ demagogico o addirittura anti-politico nella sua dimensione comunicativa, quantomeno si ha l’impressione che se ne sia servito per sprigionare delle energie positive di riconciliazione, mediazione e rinnovato senso civico. Anche oggi in Italia, più che di sepolcri imbiancati, o di urlatori professionisti, avremmo bisogno di una rinascita culturale e civica. Unica pecca dell’autore: ancora non sappiamo quando uscirà il prossimo libro.

Recensione di Christian Costamagna

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