Uno più uno

Non sempre nella politica internazionale uno più uno fa due. Più spesso prevale l’effetto farfalla. Ossia un battito di ciglia che, come una valanga, diviene un disastro, magari dall’altra parte dell’oceano.

Se si vuole ragionare per indizi invece, è preoccupante che nella politica di tagli alle spese diffusa in tutta Europa, sono sempre esentate le spese militari, le cosiddette spese di pubblica sicurezza. Addirittura in qualche clausola degli accordi per il prestito alla Grecia è presente un obbligo ad acquistare armamenti dai soggetti prestatori.

Le ultime manifestazioni avvenute in Italia, Spagna e Grecia sono state caratterizzate da disordini, scontri e abuso di manganelli.

La spossatezza a cui sono sottoposti i cittadini, l’incapacità dei partiti a dare un segno chiaro che tutti, politicanti inclusi, condivideranno  le ristrettezze economiche, sono elementi che indirizzano verso un aumento delle manifestazioni popolari di dissenso.

Ecco, uno più uno non sempre fa due. Ma se si somma che i tagli interessano lo stato sociale, che le classi sociali tendono ad impoverirsi e rimarranno senza l’aiuto pubblico, che le uniche spese intoccabili sono quelle militari, il quadro diventa più fosco.

Occorre stare attenti, vigilare affinché non vi siano derive autoritarie o populiste. In Grecia uno dei primi partiti è neonazista. In Spagna la Catalogna non vuole più essere Spagna. In Gran Bretagna la Scozia vuole l’indipendenza. Ad Anversa il nuovo sindaco è secessionista.

E in Italia? Il reato di tortura non è reato (perché poi si legano le mani ai poliziotti) e gli appelli ad avere numeri identificativi sui caschi e sui manganelli delle forze di ps cadono nel vuoto. La dirigenza della polizia si salva dal carcere per un soffio e riceve i complimenti dal ministro dell’interno.

Attenti, attenti. Non sempre uno più uno fa due.

A. Carbonò

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