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Regina Coeli

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Una comunità alpina e la sua festa. Una tradizione sospesa tra il sacro e il profano. Un filo conduttore che unisce ogni età, nel fuoco e nel mito.

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L’età del Ferro

una coproduzione Gargagnàfilm e Geronimo Carbonò

EDFStorie e indizi che descrivono quel preciso ambiente territoriale. Un viaggio attraverso le differenti ere industriali che ha vissuto Savona. L’età del Ferro narra un territorio e la sua fabbrica più importante, l’ILVA. L’acciaieria, nei suoi centocinquantanni di storia, ha cambiato più volte nome ma non ha mai mutato la propria valenza e la propria personalità, restando il fulcro della vita cittadina. Lo stabilimento era situato nel cuore della città, tra il mare e l’antica darsena. Ora lo stabilimento è scomparso, volatilizzato, svanito, senza lasciare traccia se non nell’anima e nei ricordi di chi l’ha vissuto.

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HoboHemia

Locandina_HoboNel 1923, il ricercatore statunitense Nels Anderson si trasferì per un anno nel quartiere di “Hobohemia”, a Chicago, per conoscere meglio la realtà sociale degli Hobo, popolo senza nazionalità né frontiere, prodotto della rapida espansione economica. Novant’anni più tardi, tra i castagneti secolari delle Alpi Marittime italiane e la realtà urbana di una Andalusìa in crisi economica, tre viandanti si incontrano, tre storie si intrecciano, il tempo circolare della storia ritorna.

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Tanchi – Autoritratto

Un documentario in cui il pittore tanchi michelotti si racconta e racconta l’arte. E’ uno sguardo silenzioso nella creazione artistica del maestro tanchi michelotti, sull’immagine e sull’immagine in movimento regna la finestra, pezzo di vetro, spazio di luce, filtro prospettico che separa i colori degli spazi sconosciuti da quello che sta “fuori”.

Tanchi dipinge e si racconta. Tanchi si dipinge e racconta. Come un bambino puro che si consegna ai misteri del gioco, come un uomo di grande coscienza che si chiede cosa significa quel che per mano della sua mano appare.

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Il Profumo del Buio

“Discendi nel cratere di Yocul du Sneffels che l’ombra dello Scartatis viene a carezzare prima delle calende di luglio,viaggiatore audace, e tu arriverai al centro della terra. Quello che ho fatto io, Arne Saknussemm”.

Questa grotta è piena, questa grotta è viva.

E’ testimone silenziosa del passaggio degli uomini sulla terra, esiste perché esiste il tempo. E’ una forma di vita superiore a tutte le altre, perché incarna il frutto e le cause della vita stessa, il suo passare attraverso fasi diverse e processi silenziosi, il suo creare per distruggersi in un eterno rinnovamento. La grotta è vita, perché è vita l’acqua, che la scava e la modella, perché è vita il suolo, con i suoi infiniti elementi, perché sono vita anche il buio e il silenzio.

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AMAZONIA 2.0

Amazonia 2.0, locandina

Esiste un luogo, nella selva amazzonica ecuadoriana, dove i normali parametri di sviluppo e progresso sono capovolti dalla determinazione della ragione, e la forza collettiva di un popolo dimenticato può trasformare vecchie utopie in tangibili realtà. La creatività contro le armi, il rispetto della Madre Terra contro lo stupro del petrolio, la solidarietà comunitaria contro l’individualismo occidentale, la saggezza e la spiritualità contrapposte alla religione imperante del dio denaro.

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Aigua, Eua, Oiva, Aqua – Le voci del Tanaro

Il documentario intende proporre un viaggio etnolinguistico lungo il percorso del fiume Tanaro. I 276 km che segnano la discesa delle acque sono caratterizzati da profonde differenze e idiosincrasie di carattere linguistico, culturale, geologico e ambientale. Un poeta dialettale, dotato di Ape Piaggio e accompagnato da un coniglio e da un fedele autista, ha intrapreso una lenta discesa lungo il fiume, soffermandosi sulle variazioni linguistiche che per secoli hanno determinato la vita delle comunità umane.

Sul cassone dell’Ape – convertito in caffè letterario itinerante – il Poeta e il Coniglio, incontrando medici e attori, contadini e danzatori, musicisti e professori, hanno ascoltato le diverse voci del Tanaro, portando alla luce rivelazioni impensate che potrebbero cambiare la geografia del basso Piemonte.

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Il Presepe di Prea

Il Presepe vivente di Prea è una rappresentazione di arti e mestieri di tempi passati. Nella notte di Natale e nelle due sere del 26 dicembre e del 5 gennaio, si può rivivere le sensazioni e sentire quei profumi che segnavano le nostre montagne nel 1.700 e 1.800. Il suono del martello sull’incudine dimostra come gli artigiani di un tempo sapevano lavorare il ferro, per eseguire dei bei lavori. La ruota del mulino, con la sua musica d’acqua, ti insegna la lavorazione di qualche prodotto della terra.

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Lettere da Bucarest

Lettere da Bucarest

Il cortometraggio è un viaggio introspettivo tra le periferie della capitale romena. La narrazione ha un sapore vagamente documentaristica, in quanto descrive – da una prospettiva intimistica e personale – un luogo fisico caratterizzato da importanti dinamiche umane, come la Romania storica e contemporanea. Particolare importanza viene data all’architettura urbana, che a Bucarest più che in ogni altro posto è testimonianza di un cambio continuo: alle ville in stile francese di metà ottocento sono succeduti gli spaventosi palazzi di epoca comunista, per arrivare agli anonimi edifici contemporanei, e alla costruzione di un centro storico che si omologhi agli standard delle altre capitali europee – processo attualmente in atto.

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AUTUNNO VIOLA

Autunno Viola: locandina

Il documentario, di matrice antropologica, e’ un tentativo di catturare la memoria concreta di “cio’ che un giorno fu”, nella realtà contadina della Val Mongia, sulle Alpi Marittime. Emergono la purezza del contadino e la lucidita’ della sua analisi critica, oltre che una certa arrendevolezza, tipica di chi percepisce un’imminente sconfitta.

Allo stesso tempo, però, il documentario vuole porre una serie di domande alle quali sarà lo spettatore a dover cercar risposta, focalizzando l’attenzione sul senso ultimo del concetto di “evoluzione”.

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R

Я è un cortometraggio in stile mockumentary finalista al Piemonte Documenteur FilmFest 2011. Il film ricostruisce la visione di una comunità alpina immersa in una visione onirica della realtà, e azzarda una riflessione sul senso percepito di “verità”, “finzione”, “sogno” e “realtà”. Il risultato finale è frutto di una delirante settimana a sei mani, vissuta da Alessandro Ingaria, Gianmarco Serra e Sandro Bozzolo, con la partecipazione straordinaria di Carlos. Premio alla miglior fotografia al Documenteur.

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